Training on learning disabilities

for parents and teachers.

New strategies and methodologies

and ICT contribution.

2015-1-ES01-KA201-015806

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FAQ

COS'È ADHD?

  • L’ADHD (In Italiano, DDAI - Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività) è un disturbo del comportamento complesso ed eterogeneo, con una base neurobiologica, che appare durante l'infanzia e si identifica quando il bambino ha circa sette anni, le cui cause sono principalmente genetiche e ambientali.
  • Ha un carattere cronico e segue un modello di comportamento persistente che sviluppa una mancanza di capacità di attenzione e/o iperattività e impulsività.
  • Appare con un’intensità e frequenza maggiori del normale, interferendo in modo significativo non solo con le prestazioni scolastiche del bambino ma anche con altre attività quotidiane (López-Ibor A. et al, 2002)
  • Bassa autostima, depressione e/o ansia possono apparire nei bambini associate all’ADHD.
  • In alcune situazioni il disturbo sembra anche associato a particolari difficoltà di apprendimento (Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia), così come altre patologie concomitanti quali: disturbo Oppositivo Provocatorio, Comportamento Antisociale, tic, etc.
    Nelle persone con ADHD non sono state trovate anomalie nel funzionamento del cervello (in particolare inerenti alle attività dei neurotrasmettitori dopamina e adrenalina) e a livello strutturale (anomalie volumetriche nel cervello, cervelletto e nucleo caudato) di alcune aree del cervello (lobo prefrontale e le aree ad esso collegato)
  • Vi è un accordo generale che l'ADHD è un disturbo caratterizzato da disfunzionalità esecutiva:
    • Difficoltà nel sistema pre-attentivo
    • Difficoltà nell’ attenzione sostenuta
    • Difficoltànella fluenza verbale
    • Difficoltànei processi di inibizione e di autoregolamentazione
    • Difficoltàa livello di memoria di lavoro
    • Difficoltàa livello di flessibilità cognitiva
    • Difficoltà nelle competenze sociali ed emotive.

COSA SONO LE FUNZIONI ESECUTIVE?

  • Le funzioni esecutive sono state descritte come processi cognitivi che ci permettono di controllare e regolare il nostro comportamento al fine di raggiungere un determinato obiettivo.
    Goldberg eLurija, suo allievo, utilizzano nel libro «Il cervello esecutivo» la metafora del «Direttore di Orchestra» per spiegare come il lobo frontale è la struttura anatomica che coordina le altre funzioni e le informazioni che riceve da altre strutture cerebrali, al fine di raggiungere un obiettivo.

 

  • L’ADHD dipende da una mancanza dell’attivazione di funzioni esecutive del cervello, principalmente in risposta a una loro INIBIZIONE. Questa situazione riguarda quattro principali capacità esecutive:
    • Memoria di lavoro non verbale: ha la funzione di recuperare informazioni visive delle azioni precedenti e le sue conseguenze. Implica la consapevolezza di sé, il senso e l'uso del tempo e dello spazio.
    • Memoria di lavoro verbale: è la “voce del nostro cervello” che ci permette di riflettere e applicare auto-istruzioni che ci aiutano a regolamentare la nostra azione.
    • Autoregolazione emotiva: ha come fine quello di controllare, regolare e moderare le nostre reazioni emotive. Esso comprende la regolazione della motivazione.
    • Pianificazione e problemsolving indirizzate all'azione: la capacità di innovazione diretta verso un obiettivo che programma la nostra risposta e sceglie la soluzione migliore, pianificando la nostra vita e pensando al futuro.
  • Si potrebbe dire che, in termini di funzionamento del cervello, è come se il bambino con ADHD possedesse una «Ferrari» con «i freni di una bicicletta»

COSA VEDIAMO IN UN BAMBINO CON ADHD?

1 DEFICIT DI ATTENZIONE

2 IPERATTIVITÀ

3 IMPULSIVITÀ

  • Questi sintomi hanno intensità variabile
  • Non appaiono necessariamente in simultanea

SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE DI ADHD

Attualmente ci sono due sistemi di classificazione internazionali per la diagnosi di ADHD in bambini e adolescenti: DSM V e ICD 10

Prendendo in considerazione il DSM-V, le caratteristiche dell’ ADHD sono:

A. modello persistente di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce nel funzionamento o lo sviluppo, caratterizzato da (1) disattenzione e/o (2) iperattività e impulsività

Nota: I sintomi non sono solo una manifestazione del comportamento oppositivo, sfidante, ostile o del fallimento nella comprensione dei compiti e delle istruzioni.

Per gli adolescenti e gli adulti (sopra ai 17 anni) cinque o più sintomi sono necessari per la diagnosi.

CRITERIO 1: DEFICIT DELL’ATTENZIONE

  • Non fa attenzione
  • Non ascolta
  • Non segue le istruzioni in modo dettagliato
  • Dimentica coseimportanti o necessarie
  • È distratto da stimoliesterni
  • Non ama attivitàche richiedonoconcentrazione

CRITERIO 2: IPERATTIVITA’ E IMPULSIVITA’

  • Gioca e si muove quando non dovrebbe
  • Ha comportamenti inappropriati
  • Non gioca o si siede correttamente
  • Non attende il proprioturno nel lavoro
  • Parla senza controllo
  • Interferisce con il lavoro altrui

DSM V: ADHD

 

VALUTAZIONE DELL’ADHD

Nel bambino con episodi di ADHD bisogna tenere presente il grado di difficoltà del bambino e, in particolare, l'importanza di:

VALUTAZIONE DELL’ADHD: LA COMORBILITA’

-La Comorbilità(compresenza di altri disturbi) si verifica in più della metà dei casi di bambini con ADHD

Sono necessarie una serie di informazioni sui seguenti aspetti:

  • Difficoltà di apprendimento specifiche
  • Disturbo oppositivo provocatorio o disturbo della condotta
  • Sintomi emotivi

Il 60% dei bambini presentauna condizione neuropsichiatrica associata con l'ADHD.
Le più comuni sono:

  • difficoltà di apprendimento
  • difficoltà di coordinazione motoria
  • difficoltà di linguaggio
  • spettro autistico
  • Disturbo oppositivo provocatorio
  • Disturbo della condotta
  • Tic/Sindrome diTourette
  • depressione/Disturbo bipolare
  • Disturbo d'ansia
  • Disturbi del sonno

La presenza di Comorbilità nei soggetti ADHD è inteso come un indicatore di gravità e in molti casi spiega la mancanza di risposta al trattamento.

Il Trattamento multidisciplinare dovrebbe avere aree specifiche di intervento per il trattamento di ADHD e per le altre difficoltà in comorbidità.

Il trattamento precoce e completo di ADHD potrebbe prevenire la comparsa di comorbidità.

COME POSSIAMO AIUTARLI?

AFFRONTARE L’ADHD: GENITORI COMPETENTI

 

Trattamento MULTIMODALE dell’ADHD

Il trattamento di un bambino con ADHD dovrebbe essere multimodale e, per questo, dovrebbe includere l'intervento di: clinici, terapisti, insegnanti e genitori. In questo modello i clinici e i terapisti intervengono per controllare i sintomi principali (iperattività, deficit di attenzione e impulsività) e collaborano con gli e la famiglia per risolvere i problemi comportamentali, di apprendimento e per il miglioramento del benessere del bambino.

I genitori hanno bisogno di essere guidati su come agire con il loro bambino. In particolare, i genitori devono conoscere:

  • La rieducazione cognitiva: per identificare e modificare i pensieri disfunzionalichecontribuiscono a provocare emozioni negative e comportamenti inopportuni. Le tecniche più frequentemente utilizzate sono:
    • Auto-istruzioni
    • Tecniche di auto-controllo
    • Tecniche di inibizione della risposta
    • Tecniche di problemsolving
  • La formazione delle abilità sociali: molto spesso le persone con ADHD hanno difficoltà a relazionarsi con altre persone (famiglia, amici, insegnanti, partner, colleghi, etc.). Questo accade perché non hanno sviluppato a sufficienza le abilità sociali di base, quali: assertività verbale e capacità di comunicazione non verbale, capacità di negoziazione e capacità di problemsolving, ecc.
    Se una persona non ha sviluppato adeguate capacità sociali si sviluppa spesso un comportamento inadeguato, diverso da quello che è socialmente previsto, causando il rifiuto, lo scherno, etc.
    Quando gli specialisti parlano di competenze sociali di base si riferiscono ad attività che il bambino dovrebbe compiere quotidianamente: sorride, saluta, fa favori, risponde, aiuta, collabora, condivide, gioca, avvia/mantiene/finisce una conversazione, esprime/coglie emozioni, difende i diritti e l'assertività, identifica e risolve i problemi.
  • Le tecniche di rilassamento e di controllo dell'ansia: spesso l’ADHD è accompagnato da agitazione motoria e da ansia. Queste tecniche consentono di canalizzarel’eccesso di energia, fornire tranquillità,promuovere le emozioni positive e migliorare le capacità di comunicazione.

    Alcune delle tecniche utilizzate sono:

    • Esercizi di respirazione e rilassamento
    • Espressione corporea e attività psicomotoria
    • Attività sportive e sociali

IDEE CHIAVE PER PROMUOVERE UN AMBIENTE MIGLIORE A CASA E AFFRONTARE IN MODO POSITIVO LE DIFFICOLTÀ DEI BAMBINI.

 

POSSIBILI AREE PROBLEMATICHE A CASA

a–SCUOLA-COMPITI-STUDIO

  • I bambini con ADHD possono lavorare meglio se sono autorizzati a muoversi.
  • E 'importante stabilire una routine nella loro vita, comprendendo anche le attività extra-scolastiche.
  • Organizzare e pianificare con loro il lavoro è essenziale.
  • Alternare pause a momenti di lavoro è complesso, poiché spesso sarà difficile convincerli a lavorare di nuovo
  • Incoraggiare, sostenere ogni passo evalorizzare tutto ciò che svolge correttamente.
  • Guidare con stile direttivol’esecuzione dei compiti più difficili, stabilendo una routine che è sempre la stessa: darà loro sicurezza e li aiuterà ad imparare l'importanza dell’organizzazione e dell’ordine.
  • Cercare un tutor pomeridiano personale, se necessario, per evitare il conflitto famigliare, quando non si riesce a mantenere la calma e la situazione diventa troppo stressante per il ragazzo e per il genitore.

b- ROUTINE E ABITUDINI

L’Automatizzazione del comportamento è un processo particolarmente complesso per i bambini con ADHD.

In questo caso è necessario esternalizzare le informazioni utilizzando: segni, cartelloni, orologi visivi, calendari, note, allarmi... "

c- MOVIMENTO

Ci si riferisce a due diversi tipi di movimento:

  • Movimento dinamico: si alzano, saltano, oscillano dalla sedia, etc.
  • Movimento statico: durante le attività, muovono le mani, giocano con un oggetto o fanno rumori

I bambini con ADHD di solito hanno bisogno di questo secondo tipo di movimento per non distrarsi mentre lavorano. Ma cercano di evitare di farlo perché sanno che potrebbero infastidire chi hanno intorno.È dunque importante lasciare loro la possibilità di compiere qualche movimento durante le attività (ad esempio, alzarsi per andare ad accendere il computer…): fare del movimento durante il lavoropuò aiutare la concentrazione se non implica interrompereciò che stanno facendo.

d- DISTRAZIONI

Considerando questo, è importante:

  • Controllare l'ambiente per ridurre gli elementi distrattori
  • Isolare il bambino da distrattori visivi e uditivi mentre svolge un compito che richiede concentrazione (usare cuffie, posizionarsi a fare le attività di fronte al muro, ecc).
  • Utilizzare allarmi e note visive che ricordano loro di tornare al compito e li aiutano a recuperare la concentrazione
  • Frammentare i compiti lunghi in parti più brevi e adattarli alla loro capacità di attenzione.

e-EMOZIONI


COSA POSSIAMO FARE?

  • ­Prevenire ed evitare conflitti inutili. Ridurre i conflitti aiuta a mantenere un’atmosfera migliore e un atteggiamento positivo
  • ­Una volta che vi è un’esplosione di rabbia dobbiamo aspettare che l'emozione si calmi e tenersi a distanza, non causare conflitti, non cercare di avere ragione ...
  • ­Una volta che la situazione si è calmata: esprimere il nostro punto di vista empaticamente; chiedere un cambiamento; analizzare le alternative a disposizione da considerare anche nel momento in cui si possa riproporre la stessa situazione in futuro; aiutarli a visualizzare come risolvere il problema senza perdere il controllo...

  • After bad behavior we need to apply consequences (distance, taking away a privilege…)
  • ­Dopo il cattivo comportamento ci sono delle dirette conseguenze (prendere le distanze, togliere la possibilità di fare qualcosa ...)
  • ­Quando si scusano e vi chiedono perdono, non minimizzate l’accaduto con frasi come "Non fa niente" oppure "Non preoccuparti":è necessario che si rendano conto dell’accaduto, di come le loro reazioni possono implicare delle conseguenze
  • ­Dobbiamo insegnare loro a regolare il comportamento e le emozioni. Se il bambino ha grande difficoltà a gestirli dovremo prendere in considerazione l’aiuto di un terapista specializzato.

f-MOTIVAZIONE

E 'importante che il bambino abbia qualcosa a cui aggrapparsi, qualcosa che possa convincerlo che è in grado di fare. Lo si può aiutare:

  • Valorizzandolo e lodandolo mentre sta facendo i compiti
  • Ricompensandolo subito dopo che ha fatto un esercizio in maniera corretta
  • Aiutandolo a svilupparela propria autostima, sentirsi orgoglioso di sé ed essere consapevoli del fatto che il bambino con ADHD spesso è sotto una grande quantità di critiche e messaggi negativi fin dal primo minuto della giornata. Dobbiamo rendere evidente ciò che fa nella maniera giusta, anche quando cerca e riesce solo in parte ad avere successo

  • Utilizzare un feedback positivo e rinforzo: immediato, continuo, frequente e visibile. Rafforzare quello che sono in grado di, non solo quello che sono riusciti a fare in un dare momento.

LIMITI E REGOLE

  • ­E 'necessario dare regole e limiti per dire no solo a cose importanti
  • ­Limiti a lungo termine aiutano a sviluppare l'autonomia e l'autoregolazione emotiva perché li espongono alla frustrazione in modo controllato.
  • ­Le regole dovrebbero essere poche, chiare e con conseguenze precise.
  • ­Il bambino e in particolare l'adolescente può e sa come negoziare norme, e si sente più disposto a seguirli.
  • ­Devono essere scritti e postiin un luogo visibile, per compensare le loro difficoltà di memoria di lavoro

MOMENTO DI GIOCO

Il problema è la richiesta di interruzione di attività di questo tipo perché questo momento di solito diventa una lotta, un capriccio, una reazione spropositata. Cosa possiamo fare allora?

  • NON lasciare che il bambino utilizzi questi passatempi prima di studiare/fare i compiti a casa, perché è molto difficile smettere di divertirsi per fare qualcosa di noioso o difficile.
  • Il tempo di utilizzo deve essere regolato perché il bambino mentre gioca non percepisce il tempo e di conseguenza non regola il suo comportamento.

APPLICARE DELLE CONSEGUENZE

Leconseguenze più efficaci sono quelle che si verificano subito dopo un comportamento scorretto.

Sarà più efficace se vi è un feedback positivo e una ricompensa immediata dopo un comportamento corretto

E 'molto importante avvertirli circa le conseguenze di un comportamento inadeguato e hanno bisogno di un periodo di tempo piuttosto lungo per regolare se stessi