Training on learning disabilities

for parents and teachers.

New strategies and methodologies

and ICT contribution.

2015-1-ES01-KA201-015806

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FAQ

Cos’è la dislessia?

È una difficoltà di apprendimento che si manifestanella lettura, intesa come abilità di decodifica del testo, èuna combinazione di punti di forza e di debolezza che caratterizzano il processo di apprendimento.

Questo significa che i bambini con dislessia apprendono in modi diversi. Alcuni aspetti dell’apprendimento possono essere più difficili di altri.

Quali sono i disturbi che più frequentemente troviamo in comorbidità con la dislessia?

Dall’analisi della letteratura i disturbi che più frequentemente si riscontrano in compresenza sono glia altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento, il Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività e i Disturbi Specifici del Linguaggio

Come posso capire se mio figlio è dislessico?

I campanelli d’allarme sono principalmente difficoltà in:lettura, scrittura, calcolo, orientamento spaziale e temporale, riconoscimento di suoni, facilità nell’uso del linguaggio, memorizzazione e recupero di istruzioni per lo svolgimento di azioni, organizzazione nella vita quotidiana, processazione rapida delle informazioni, organizzazione logica e cronologica, ragionamento aritmetico e geometrico.

Quando può essere effettuata una diagnosi di dislessia?

Per la Dislessia, Disgrafia e Disortografia è possibile effettuare una diagnosi di DSA (e quindi rilasciare la relativa certificazione) dalla fine della classe seconda della scuola primaria. La valutazione può comunque essere fatta in qualsiasi momento, anche perché l’obiettivo non è la mera assegnazione di un’etichetta diagnostica ma l’individuazione del miglior percorso di trattamento delle eventuali difficoltà riscontrate.

La certificazione di DSA ha una scadenza?

La legge .170/2010 e il decreto ministeriale 5669 del 12.07.2011 non riportano indicazioni in merito. Secondo il DSM-5 non è necessario ripetere la valutazione, se non in casi particolari. Anche l’Accordo Stato-Regioni del 25.07.2012 (art.3) non indica una data di scadenza della diagnosi, ma sottolinea la necessità che venga aggiornato il profilo di funzionamento «al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente» e «ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia». In generale, è utile tenere presente che si tratta di disturbi evolutivi, pertanto prevedono già per definizione dei cambiamenti nelle caratteristiche di funzionamento che è benemonitorare in itinere.

La dislessia è più frequente nei maschi o nelle femmine?

È presente in entrambi in egual misura.

Cosa deve contenere un Piano Didattico Personalizzato (PDP)?

Secondo le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento” allegate al Decreto 5669/2011 dovrà contenere “almeno le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo: dati anagrafici dell’alunno; tipologia di disturbo; attività didattiche individualizzate; attività didattiche personalizzate; strumenti compensativi utilizzati; misure dispensative adottate; forme di verifica e valutazione personalizzate”.

Entro quanto tempo dalla consegna della diagnosi va redatto il Piano Didattico Personalizzato (PDP)?

Le suddette linee guida indicano anche che di norma il Piano Didattico Personalizzato (PDP) va redatto entro il primo trimestre dell’anno scolastico di riferimento. Nel caso in cui la diagnosi venga presentata in corso d’anno il PDP deve essere redatto in tempo utile per le valutazioni in itinere e finali. Si rammenta che negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico l’eventuale diagnosi deve pervenire entro il 31 marzo.

Cosa e quali sono gli strumenti compensativi per gli alunni con DSA?

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo: la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto; il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione; i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori; la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo; altri strumenti tecnologicamente meno evoluti, quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc. Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo.

Cosa sono le misure dispensative per gli alunni con DSA?

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con Dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura. Rientrano tra le misure dispensative altresì le interrogazioni programmate, l’uso del vocabolario, poter svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto o tempi più lunghi per le verifiche. L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.