Rapporto scuola-famiglia
• Quando i genitori sospettano la presenza di ADHD o la presenza del Disturbo è già stata identificata da esperti, è molto importante che le informazioni siano condivise con la scuola per diversi motivi:
- Le caratteristiche dell’ADHD sono molto evidenti, e le insegnanti potranno comportarsi di conseguenza davanti alla presenza del Disturbo
- Sarà difficile riuscire a gestire le difficoltà del bambino da soli, soprattutto nel momento in cui le sue caratteristiche andranno a influire sull’andamento scolastico.Inoltre, è sempre bene considerare, che l’apprendimento scolastico è fondamentale per un buon apprendimento a casa.
- Non è corretto pensare che il bambino verrà “etichettato” se la diagnosi verrà comunicata a scuola: spesso le caratteristiche sono evidenti ed è proprio il silenzio del “non detto” che rischia di creare false conoscenze e reazioni inadeguate del contesto.
- Il vostro bambino avrà difficoltà nell’adattarsi alle nuove sfide scolastiche man mano che crescerà: se condividiamo con l’insegnante la presenza di una diagnosi, sarà più semplice per lui affrontarle
- Molto spesso crescere un bambino con ADHD provoca sentimenti di impotenza, solitudine, stanchezza psicologica e fisica. Un sostegno e qualche consiglio da parte delle insegnanti potrebbe renderci il compito meno arduo.
• In alcuni casi i genitori possiedono una diagnosi che spiega le difficoltà del bambino, hanno condiviso queste informazioni con l’insegnante e hanno un insegnante che conosce l'ADHD, capisce le difficoltà, è di supporto e aiuta i genitori a percorrere una nuova strada. In altri casi i genitori potrebbero vivere una brutta esperienza, affrontando un’insegnante che non ha conoscenzadel problema, non vuole adattarsi alle esigenze del bambino o, addirittura, nega la presenza della difficoltà, supponendo che ci sia qualcosa di sbagliato nelle capacità, nella volontà personale e nello sforzo della famiglia nell’affrontare le difficoltà.
Se ci si trova nella seconda situazione, Isabel Orjales (TDAH Elegircolegio, afrontarlosdeberes y prevenire elfracasoEscolar, Ed Pirámide, 2012) considera importante che prima di scontrarsi con l'insegnante il genitore si fermi a riflettere sulle seguenti idee:
- Gli insegnanti vedono i bambini da una prospettiva diversa e possono rilevare se le difficoltà sono maggiori di quello che ci si può aspettare ad una certa età o meno
- L'insegnante è in una classe in cui ogni bambino ha le sue caratteristiche ed eventuali difficoltà e talvolta non è semplice gestirla globalmente: spesso sono diversi i bambini che hanno bisogno di attenzione e sostegno
- Tutti i genitori vorrebbero che le insegnanti avessero un occhio di riguardo nei confronti del proprio bambino, e questo potrebbe provocare una pressione psicologica nei loro confronti
- Tutti gli alunni richiedono l'attenzione dell’insegnante
- Al giorno d'oggi molti alunni hanno difficoltà a capire e accettare l'autorità e capire e affrontare le istruzioni degli adulti
- Gli alunni con ADHD possono disturbare il normale andamento delle lezioni, sfidare la pazienza delle insegnantimolto più intensamente di altri bambini
- Purtroppo ci sono insegnanti che non hanno una formazione adeguata sull’ADHD, quindi potrebbero non avere conoscenze in merito
- L’insegnante può aver ragione quando dice che “il bambino potrebbe fare di meglio, ma non ci prova”: non è un cattivo giudizio, ma ciò che gli si presenta davanti agli occhi (iperattività, impulsività, distrazione sono le caratteristiche fondamentali)
- Gli insegnanti sono messi sotto pressione anche da altri genitori, dal gruppo di lavoro, dal preside della scuola e, in generale, dal sistema educativo stesso che rende il loro lavoro molto impegnativo
- Gli insegnanti hanno anche una vita personale e sono esseri umani
Non è utile pensare e non è vero che c'è qualcuno colpevole delle difficoltà del bambino. Nessuno è da biasimare.
Pertanto, potrebbe essere molto più positivo focalizzare e mettere il nostro sforzo nel tentativo di raggiungere un obiettivo comune: la comprensione della situazione che ci troviamo ad affrontare. Bisognerà poi accettare che questo non è il caso di "combattere" contro l'insegnante, ma una situazione per il bambino, l'insegnante ei genitori di "combattere" insieme.
Per arrivare a questo atteggiamento cooperativo e ad affrontare le difficoltà, abbiamo bisogno di aprirci ed essere onesti quando esprimiamo le nostre opinioni e esigenze, dovremmo evitare diavere un atteggiamento difensivo quando si parla all’insegnante e smettere di anticipare problemi che non si sono ancora presentati.







